Convinzioni funzionali (o potenzianti) e convinzioni disfunzionali (o limitanti)

Se riconoscere le nostre convinzioni è importante, lo è ancor di più prendere consapevolezza di quali sono funzionali e di quali sono disfunzionali.

Ricordi quando abbiamo detto che la mappa di ognuno di noi è personale e soggettiva? Cosa significa nel concreto?

Significa che non esistono convinzioni vere in assoluto e migliori o peggiori di altre.

Parlando di convinzioni ci si imbatte spesso in termini come “potenzianti” e “limitanti”.

Proprio perché non esistono convinzioni migliori o peggiori di altre, preferiamo mantenere un approccio “neutro”, meno giudicante. Che ci porta a utilizzare le già più familiari parole “funzionale” o “disfunzionale”.

Rispetto a cosa possiamo definirle funzionali o disfunzionali? Possiamo definirle tali a seconda dell’ambiente, del tempo e della mappa soggettiva della persona. Vedi come tutto torna?

Come riconoscere una convinzione funzionale da una disfunzionale? Dall’effetto che ha su di noi, sul nostro ambiente, sulla nostra vita, sui risultati che vogliamo ottenere.

Per semplificare, possiamo dire che le convinzioni disfunzionali sono quelle che ti ostacolano e rallentano il tuo viaggio.

Quelle funzionali invece hanno l’effetto contrario: se credi di poter ottenere qualcosa, probabilmente ce la farai. O meglio, farai di tutto per confermare quella convinzione. Perché la tua convinzione funzionale sarà come un comando alla tua mente: “fai tutto quello che è in tuo potere per ottenere quel risultato”.

Ecco spiegato ancora meglio il significato della citazione di Henry Ford:

Che tu creda di farcela o di non farcela, avrai comunque ragione.

Cerchiamo sempre conferma alle nostre convinzioni

Un concetto fondamentale è che cerchiamo sempre conferma alle nostre convinzioni: per questo tendiamo consciamente e inconsciamente a far sì che quella cosa si avveri oppure no.

Le convinzioni funzionali, al contrario delle convinzioni disfunzionali, ti danno la possibilità di esprimere il tuo potenziale per raggiungere risultati: è così che si aprono le porte a più occasioni e possibilità. Una convinzione funzionale può aumentare i tuoi orizzonti di percezione, creare una nuova realtà e avere un impatto positivo sulla tua vita.

Un’altra cosa su cui soffermarsi quando si parla di funzionale e disfunzionale, è la relazione con il contesto e il tempo.

Cosa vogliamo dire?

Che una convinzione che fino ad un certo momento o in un certo contesto della nostra vita è stata funzionale, potrebbe non esserlo più se muta il contesto.

Un esempio?

La convinzione “chi fa da sé fa per tre” può essere molto funzionale se sono un freelance. Se un giorno mi viene affidato un team di lavoro oppure voglio diventare un imprenditore, questa convinzione non mi sarà più di supporto. Con molta facilità nasceranno situazioni di conflitto interno, per cui da un lato vorrei essere un buon team leader o imprenditore, dall’altro però cercherò inconsciamente di confermare la mia convinzione. Questo mi ostacolerà ad esempio nella delega e nella fiducia.

Anche una convinzione disfunzionale ha un intento positivo.

Ma a cosa servono le convinzioni? Perché ce le teniamo così strette?

Una delle funzioni di una convinzione è quella di darci sicurezza. Riesci ad immaginare come sarebbe la nostra vita senza alcun riferimento, senza alcuna certezza, senza convinzioni?

Saremmo foglie al vento. Leggeri sì, ma privi di radici e direzione.

Quindi, dentro ad ogni convinzione, anche disfunzionale, c’è sempre un intento positivo.

Qualche esempio?

Una convinzione del tipo “gli uomini/le donne sono inaffidabili” potrebbe avere come intento positivo quello di proteggerci da possibili delusioni. Allo stesso tempo, però, potrebbe portarci a non vivere serenamente una relazione sentimentale.

Ancora, una convinzione del tipo “chi fa da sé fa per tre” potrebbe avere come intento positivo quello di farci essere intraprendenti e autonomi. Allo stesso tempo, potrebbe limitarci nella collaborazione con altre persone o nella delega.